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Igiene orale

Tartaro: come si forma e come si elimina davvero

Redazione DentalNet Care2 min di lettura
Tartaro: come si forma e come si elimina davvero — trattamenti dentali di igiene orale nello studio dentistico DentalNet Care

Perché una volta calcificato non si toglie a casa, quali sono i rischi se resta e come rallentarne la formazione.

Dalla placca al tartaro

La placca è un biofilm batterico morbido che si forma continuamente sulle superfici dentali. Se non viene rimossa entro poche ore, i minerali presenti nella saliva la mineralizzano: nel giro di 24-72 ore diventa tartaro, una struttura dura e aderente allo smalto.

Da quel momento nessuno spazzolino, dentifricio o rimedio casalingo può rimuoverla. Serve la strumentazione professionale.

Dove si accumula di più

  • Sulla superficie interna degli incisivi inferiori
  • Sul lato esterno dei molari superiori
  • Lungo il margine gengivale, la zona più spesso saltata durante lo spazzolamento
  • Negli spazi interprossimali, se non si usa filo o scovolino
  • Intorno ad apparecchi ortodontici, protesi e impianti

Non è un caso: sono i punti vicini agli sbocchi delle ghiandole salivari e le zone più difficili da raggiungere.

Perché non va lasciato lì

Il tartaro non è solo antiestetico. La sua superficie porosa trattiene batteri a contatto costante con la gengiva, che risponde infiammandosi. Il percorso è noto: gengivite, poi formazione di tasche parodontali, poi riassorbimento dell'osso di supporto.

Il tartaro sottogengivale, non visibile a occhio nudo, è quello clinicamente più rilevante: è la causa principale della progressione parodontale.

Perché i rimedi fai da te non funzionano

Grattare con oggetti appuntiti danneggia lo smalto e ferisce la gengiva; il bicarbonato in polvere è abrasivo e non scalfisce il tartaro calcificato; il limone lo dissolve solo in parte e in compenso erode lo smalto. Il risultato tipico è una superficie danneggiata su cui il tartaro si riforma più in fretta.

Come si rimuove

Con la seduta di igiene professionale: strumenti a ultrasuoni per l'ablazione, curette dove necessario, air-polishing per placca e pigmentazioni, lucidatura finale. Nei casi con tasche profonde si procede con levigatura radicolare, spesso in più sedute.

Il fastidio dipende dallo stato delle gengive: su tessuti sani è minimo, su gengive infiammate può essere più sensibile e, se serve, si usa un'anestesia locale.

Come rallentarne la formazione

  • Spazzolare due volte al giorno, curando in particolare il margine gengivale
  • Pulire ogni giorno gli spazi interdentali con filo o scovolino della misura corretta
  • Usare un dentifricio al fluoro, eventualmente con agenti antitartaro
  • Ridurre fumo e sostanze pigmentanti
  • Bere acqua regolarmente: la bocca secca favorisce l'accumulo
  • Rispettare la cadenza di igiene indicata per il tuo caso

Se noti tartaro visibile, non aspettare il controllo programmato: anticipare la seduta evita che l'infiammazione si consolidi.

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