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Igiene orale

Quale dentifricio scegliere con impianti e protesi

Redazione DentalNet Care2 min di lettura
Quale dentifricio scegliere con impianti e protesi — trattamenti dentali di igiene orale nello studio dentistico DentalNet Care

Abrasività, fluoro, sbiancanti: cosa guardare davvero sull'etichetta quando porti impianti, corone o una protesi fissa.

Il criterio principale: l'abrasività

Il parametro più importante non è il marchio ma l'abrasività, indicata dal valore RDA. Un dentifricio molto abrasivo rimuove le pigmentazioni superficiali più in fretta, ma sulle superfici protesiche lascia micrograffi che poi trattengono placca e pigmenti: nel medio periodo il risultato è l'opposto di quello cercato.

Con corone in ceramica, faccette, protesi fisse su impianti e resine composite la scelta ragionevole è un dentifricio a bassa abrasività. Se il valore RDA non è in etichetta, l'igienista può indicarti prodotti adeguati.

Il fluoro serve anche a chi ha impianti

L'impianto in titanio non si caria, ma i denti naturali rimasti sì — e sono proprio quelli da proteggere. Un dentifricio con fluoro resta la scelta di riferimento per chiunque abbia ancora elementi naturali in arcata. La concentrazione adeguata al tuo caso dipende dal rischio di carie individuale.

I prodotti "sbiancanti" e le protesi

Un dettaglio che genera molte delusioni: i dentifrici sbiancanti agiscono sulle pigmentazioni esterne dello smalto, non modificano il colore di ceramica, resina o composito. Se usati su un'arcata mista, il rischio è di schiarire i denti naturali e ottenere una differenza di tonalità con la protesi, che resta com'era.

Chi ha lavori protesici in zona estetica dovrebbe valutare qualsiasi trattamento schiarente con l'odontoiatra prima, non dopo.

Ingredienti da valutare con attenzione

  • Perossidi ad alta concentrazione in prodotti da banco: possono irritare le mucose e non agiscono sui materiali protesici.
  • Bicarbonato in polvere puro usato da solo: abrasività elevata e non controllata.
  • Carbone attivo: nessuna evidenza solida di efficacia e abrasività spesso alta.
  • Formulazioni molto acide: nel tempo possono interessare i margini dei restauri.

Cosa può servire in più

A seconda del quadro clinico l'igienista può consigliare un dentifricio con clorexidina per periodi limitati (utile nelle fasi post-chirurgiche o nelle mucositi perimplantari, non come uso continuativo), oppure formulazioni per la sensibilità dentinale se ci sono recessioni.

Il prodotto conta meno della tecnica

Un buon dentifricio su una tecnica sbagliata rende poco. Con impianti e protesi la parte decisiva è la pulizia del margine tra protesi e gengiva e degli spazi interprossimali: scovolini della misura corretta, filo o superfloss dove indicato, spazzolino a setole morbide.

La misura giusta dello scovolino non si sceglie a occhio in farmacia: si misura in studio. Se non l'hai mai fatto, chiedilo alla prossima seduta di igiene negli studi partner DentalNet Care.

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