Igiene orale
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Sei mesi è una media, non una regola. I fattori che accorciano o allungano l'intervallo e cosa succede durante la seduta.
L'intervallo di sei mesi è il riferimento più diffuso, ma è una media statistica, non una prescrizione universale. La frequenza corretta dipende dal rischio individuale di accumulo di placca e tartaro e dallo stato parodontale.
Alcune persone mantengono una situazione stabile con un solo appuntamento all'anno; altre necessitano di una seduta ogni tre mesi.
Buona igiene domiciliare, assenza di sanguinamento, tessuti parodontali sani, nessuna protesi complessa e nessun fattore di rischio sistemico. In questi casi il controllo annuale può essere sufficiente, sempre su indicazione del professionista.
1. Valutazione dello stato di gengive e denti, con rilevazione degli indici di sanguinamento 2. Ablazione del tartaro con strumenti a ultrasuoni, sopra e sotto il margine gengivale 3. Air-polishing per rimuovere placca e pigmentazioni superficiali 4. Lucidatura delle superfici 5. Eventuale applicazione di fluoro 6. Istruzione personalizzata: tecnica di spazzolamento, misura corretta degli scovolini, uso del filo
L'ultimo punto è quello che incide di più sui mesi successivi, ed è anche quello che più spesso viene saltato.
Nella maggior parte dei casi è una procedura ben tollerata. Può risultare fastidiosa in presenza di gengive infiammate o recessioni marcate; in quei casi si può ricorrere a un'anestesia locale o a gel desensibilizzanti. Segnalare il fastidio durante la seduta permette di adattare la tecnica.
Un sanguinamento durante l'ablazione non è provocato dallo strumento: indica che le gengive erano già infiammate.
Una sensibilità transitoria per un paio di giorni è comune. Nelle 24 ore successive è utile evitare sostanze fortemente pigmentanti — caffè, tè, vino rosso, fumo — perché la superficie del dente è più recettiva.
Se le gengive sanguinano ancora dopo una settimana, vale la pena farlo presente: è un segnale che l'infiammazione non si è risolta.
La seduta di igiene non serve a schiarire i denti: serve a rimuovere il biofilm batterico che causa gengivite, parodontite e, intorno agli impianti, perimplantite. È la prestazione con il miglior rapporto tra costo e beneficio dell'intera odontoiatria.
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