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Igiene orale

Ogni quanto fare la pulizia dei denti dal dentista

Redazione DentalNet Care2 min di lettura
Ogni quanto fare la pulizia dei denti dal dentista — trattamenti dentali di igiene orale nello studio dentistico DentalNet Care

Sei mesi è una media, non una regola. I fattori che accorciano o allungano l'intervallo e cosa succede durante la seduta.

Sei mesi è una media

L'intervallo di sei mesi è il riferimento più diffuso, ma è una media statistica, non una prescrizione universale. La frequenza corretta dipende dal rischio individuale di accumulo di placca e tartaro e dallo stato parodontale.

Alcune persone mantengono una situazione stabile con un solo appuntamento all'anno; altre necessitano di una seduta ogni tre mesi.

Cosa accorcia l'intervallo

  • Parodontite in anamnesi o in fase di mantenimento
  • Presenza di impianti o protesi fisse
  • Fumo
  • Diabete o altre condizioni che riducono la risposta dei tessuti
  • Apparecchi ortodontici fissi
  • Tendenza individuale a un rapido accumulo di tartaro
  • Gravidanza, per la maggiore reattività gengivale
  • Bocca secca, spesso legata a terapie farmacologiche

Cosa può allungarlo

Buona igiene domiciliare, assenza di sanguinamento, tessuti parodontali sani, nessuna protesi complessa e nessun fattore di rischio sistemico. In questi casi il controllo annuale può essere sufficiente, sempre su indicazione del professionista.

Cosa comprende la seduta

1. Valutazione dello stato di gengive e denti, con rilevazione degli indici di sanguinamento 2. Ablazione del tartaro con strumenti a ultrasuoni, sopra e sotto il margine gengivale 3. Air-polishing per rimuovere placca e pigmentazioni superficiali 4. Lucidatura delle superfici 5. Eventuale applicazione di fluoro 6. Istruzione personalizzata: tecnica di spazzolamento, misura corretta degli scovolini, uso del filo

L'ultimo punto è quello che incide di più sui mesi successivi, ed è anche quello che più spesso viene saltato.

Fa male?

Nella maggior parte dei casi è una procedura ben tollerata. Può risultare fastidiosa in presenza di gengive infiammate o recessioni marcate; in quei casi si può ricorrere a un'anestesia locale o a gel desensibilizzanti. Segnalare il fastidio durante la seduta permette di adattare la tecnica.

Un sanguinamento durante l'ablazione non è provocato dallo strumento: indica che le gengive erano già infiammate.

Dopo la seduta

Una sensibilità transitoria per un paio di giorni è comune. Nelle 24 ore successive è utile evitare sostanze fortemente pigmentanti — caffè, tè, vino rosso, fumo — perché la superficie del dente è più recettiva.

Se le gengive sanguinano ancora dopo una settimana, vale la pena farlo presente: è un segnale che l'infiammazione non si è risolta.

Non è solo estetica

La seduta di igiene non serve a schiarire i denti: serve a rimuovere il biofilm batterico che causa gengivite, parodontite e, intorno agli impianti, perimplantite. È la prestazione con il miglior rapporto tra costo e beneficio dell'intera odontoiatria.

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