Conservativa
Denti sensibili al freddo e al caldo: cause e rimedi
La sensibilità dentinale ha cause precise e rimedi che funzionano: ecco come riconoscerla, cosa fare a casa e quando serve il dentista.
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Quanto dura l'effetto, perché a volte serve una dose in più, quali sensazioni sono normali e quando invece vale la pena segnalarle.
L'anestesia usata in odontoiatria è locale: blocca temporaneamente la trasmissione del segnale nervoso in un'area circoscritta, senza agire sullo stato di coscienza. Resti sveglio e collaborante per tutta la seduta.
La quantità somministrata non è casuale: dipende dal tipo di intervento, dalla zona da trattare, dal peso corporeo e dalla storia clinica. Prima di procedere l'odontoiatra valuta anamnesi, farmaci in uso e patologie cardiovascolari.
Capita, ed è una situazione clinicamente normale. Le ragioni più frequenti:
Ricevere una seconda somministrazione non significa aver ricevuto "troppa anestesia": significa che il primo dosaggio non era sufficiente per quel tessuto in quel momento.
L'intorpidimento dei tessuti molli — labbro, lingua, guancia — dura in genere da due a cinque ore, più a lungo dell'effetto sul dente. Gli anestetici con vasocostrittore prolungano la durata; le formulazioni senza vasocostrittore, usate in specifiche condizioni cliniche, hanno un effetto più breve.
Finché la sensibilità non è tornata evita cibi caldi e fai attenzione a non morderti labbro o guancia: è la causa più comune di lesioni post-seduta, soprattutto nei bambini.
Nelle ore successive sono comuni: intorpidimento prolungato, lieve gonfiore o livido nel punto di iniezione, sensazione di pesantezza, palpitazioni brevi subito dopo la somministrazione (legate al vasocostrittore).
Vanno invece riferite all'odontoiatra: intorpidimento che persiste oltre le 24 ore, dolore urente lungo il decorso del nervo, difficoltà a chiudere la bocca, orticaria o difficoltà respiratorie. Queste ultime sono rare ma richiedono attenzione immediata.
Segnala sempre: allergie note ad anestetici, terapie anticoagulanti, patologie cardiache, gravidanza, ipertensione non controllata ed episodi di svenimento in sedute precedenti. Sono informazioni che cambiano la scelta del prodotto e della tecnica.
Molte persone rimandano le cure non per il dolore ma per il timore dell'iniezione. Esistono approcci graduali, anestetici topici applicati prima dell'ago e, nei casi selezionati, tecniche di sedazione cosciente valutate insieme al medico. Parlarne all'inizio della visita, non davanti alla poltrona, è il modo più efficace di gestirla.
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