Che cosa sono i bifosfonati
Sono farmaci che rallentano il riassorbimento osseo. Vengono prescritti soprattutto per l'osteoporosi e, a dosaggi molto più alti e per via endovenosa, in ambito oncologico per metastasi ossee e mieloma.
Agendo sul rimodellamento dell'osso, incidono anche sulla capacità di guarigione dell'osso mascellare dopo un intervento chirurgico.
Il rischio: l'osteonecrosi delle ossa mascellari
Il rischio noto associato a questa classe di farmaci è la MRONJ (osteonecrosi delle ossa mascellari correlata a farmaci): un'area di osso che non guarisce dopo un intervento e resta esposta.
Le proporzioni contano. Nei pazienti in terapia orale per osteoporosi il rischio è basso; nei pazienti in terapia endovenosa ad alto dosaggio in ambito oncologico è significativamente più alto. Sono due scenari clinici molto diversi e non vanno confusi.
Oltre alla via di somministrazione, incidono la durata della terapia, l'associazione con corticosteroidi, il diabete, il fumo e lo stato di salute parodontale.
Gli impianti sono sempre esclusi?
No. Nella maggior parte dei pazienti in terapia orale per osteoporosi l'implantologia resta un'opzione praticabile, dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio condivisa con il medico prescrittore.
Nei pazienti in terapia endovenosa oncologica l'atteggiamento è molto più prudente e, di norma, la chirurgia elettiva viene evitata.