Terminato un trattamento di ortodonzia, che preveda apparecchio fisso, allineatori trasparenti o altre soluzioni, inizia una fase altrettanto importante: la contenzione. È il periodo in cui il dentista o l’ortodontista valuta come aiutare i denti a mantenere la posizione raggiunta attraverso un dispositivo chiamato retainer.
Parlare di retainer non significa considerare conclusa ogni possibilità di cambiamento. I denti possono infatti spostarsi nel corso della vita per diversi motivi, e la recidiva ortodontica è possibile. La contenzione viene pianificata in modo personalizzato proprio per accompagnare nel tempo il risultato ottenuto e per monitorare eventuali variazioni.
Che cos’è il retainer e a cosa serve
Il retainer è un dispositivo di contenzione utilizzato dopo l’apparecchio. Il suo obiettivo è sostenere l’allineamento dentale una volta rimossi brackets, fili o terminato l’uso degli allineatori.
Durante l’ortodonzia, i denti vengono guidati gradualmente verso una nuova posizione. Al termine della fase attiva, i tessuti che circondano denti e radici hanno bisogno di tempo per adattarsi. In questa fase, il retainer contribuisce a limitare la tendenza dei denti a muoversi nuovamente.
La contenzione può essere indicata sia negli adolescenti sia negli adulti. Il piano, però, non è identico per tutti: dipende dalla situazione iniziale, dal tipo di movimento effettuato, dalla salute di denti e gengive, dalla crescita ancora in corso nei più giovani e dalle abitudini individuali.
È utile considerare il retainer come parte integrante del percorso di ortodonzia, non come un accessorio facoltativo da usare solo nei giorni immediatamente successivi alla rimozione dell’apparecchio.
Perché i denti possono spostarsi dopo l’apparecchio
I denti non sono strutture immobili. La loro posizione può cambiare nel tempo anche in persone che non hanno mai seguito una terapia ortodontica. Dopo un trattamento, alcuni fattori possono favorire spostamenti più o meno evidenti.
Tra questi rientrano:
- l’adattamento dei tessuti parodontali e dell’osso attorno alle radici;
- la crescita delle ossa mascellari, quando ancora presente;
- l’occlusione, cioè il modo in cui arcata superiore e inferiore entrano in contatto;
- abitudini come serrare o digrignare i denti;
- variazioni legate alla perdita di elementi dentari o a restauri e protesi che modificano i contatti;
- la fisiologica tendenza dei denti anteriori, soprattutto inferiori, a sviluppare nel tempo un certo affollamento.
La possibilità e l’entità di questi cambiamenti sono variabili da persona a persona. Per questo non esiste una durata standard della contenzione valida in assoluto: l’indicazione deve essere definita dal professionista che conosce il percorso clinico e l’occlusione del paziente.
Retainer fisso e retainer rimovibile: le principali differenze
I dispositivi di contenzione possono essere fissi, rimovibili oppure combinati. La scelta dipende dalla valutazione ortodontica e dalla necessità di mantenere specifiche aree dell’arcata.
Retainer fisso
Il retainer fisso è generalmente un sottile filo metallico applicato sul lato interno dei denti, spesso nella zona anteriore. Non è normalmente visibile durante il sorriso e resta in sede in modo continuativo.
Può essere preso in considerazione quando è utile controllare con attenzione la posizione degli incisivi e dei canini. Richiede però cura nell’igiene orale quotidiana e controlli periodici: placca e residui possono accumularsi più facilmente attorno al filo e ai punti di adesione.
È importante segnalare allo studio se il filo sembra essersi staccato, piegato o se si avverte un cambiamento nella posizione di uno o più denti. Evitare tentativi di riparazione domestica aiuta a non danneggiare il dispositivo o i denti.
Retainer rimovibile
Il retainer rimovibile può essere realizzato in materiale trasparente, simile a una mascherina sottile, oppure secondo altri modelli indicati dal professionista. Viene indossato per le ore e con la frequenza stabilite nel piano di contenzione.
Il vantaggio principale è la possibilità di rimuoverlo per i pasti e per l’igiene orale. Questa caratteristica richiede però costanza: un utilizzo discontinuo o diverso dalle indicazioni ricevute può ridurre la capacità del dispositivo di accompagnare il mantenimento dell’allineamento.
Il retainer va conservato nella sua custodia quando non viene indossato. Avvolgerlo in un tovagliolo o appoggiarlo su superfici non protette aumenta il rischio di smarrimento o danneggiamento.